Verde Cuore

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Ricetta: chorizo vegetale

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Il classico salamino piccante, fatto in casa in versione 100% vegetale! Preparazione: 15 minuti Cottura: 40 minuti Porzioni: 10 salamini Ingredienti: farina di glutine (istant seitan) – 90 grammi fagioli cannellini lessati – 130 grammi paprika dolce – 20 grammi peperoncino – 1 semi di finocchio – 1/2 cucchiaino origano – 1/2 cucchiaino mandorle – 30 grammi aglio – 1 spicchio lievito alimentare in scaglie – 2 cucchiai brodo vegetale – 125 ml sale integrale – qb Procedimento: Metti le mandorle in ammollo in acqua per una notte e metti da parte. Metti i semi di finocchio, il peperoncino e l’origano in un macina spezie e macina finissimo. Versa le spezie macinate in una ciotola e aggiungi il lievito alimentare in scaglie, un po’di sale e mescola bene gli ingredienti secchi. Aggiungi l’aglio schiacciato e i fagioli lessati. Schiaccia bene con una forchetta fino ad ottenere un composto simile a un purè molto denso. Scola le mandorle, tritale grossolanamente e versale nella ciotola. Versa nella ciotola la farina di glutine e il brodo vegetale freddo. Impasta fino ad ottenere un impasto spugnoso. Lascia riposare per almeno un’ora. Dividi l’impasto in 10 parti e forma dei piccoli salamini. Avvolgi ogni salamino in alluminio da cucina e chiudilo stretto a caramella. Cuoci i salamini al vapore per circa 40 minuti. Lasciali raffreddare completamente. A questo punto i chorizo sono pronti, puoi ungerli leggermente all’esterno e scaldarli nel forno, oppure farli saltare in padella, interi o a fette. Puoi cuocerli alla griglia e magari accompagnarli con delle patate saltate al rosmarino. Fonte: Unocookbook – http://bit.ly/16XTwFs
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Mandorle: proprietà e benefici

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La mandorla è il seme commestibile del mandorlo, una pianta appartenente alla stessa famiglia del pesco, le rosacee: è alta circa dieci metri ed i suoi semi, le mandorle appunto, sono racchiusi in un guscio legnoso a sua volta contenuto in un nocciolo.

Generalmente le mandorle vengono consumate secche durante tutto l’anno e si trovano fresche solamente in primavera.

Fino all’inizio del secolo scorso Agrigento rappresentava il primo produttore al mondo di mandorle e nella sua provincia ne venivano coltivate più di 700 specie; purtroppo ad oggi le cose sono cambiate e sono drasticamente diminuite le zone di coltivazione e anche numerose varietà di mandorle sono andate scomparendo.

Le mandorlesono un alimento molto ricco di proteine, digeribile e molto energetico; nella sua composizione troviamo vitamine del gruppo B, vitamina E, grassi insaturi, magnesio, ferro, potassio, rame e fosforo.

Nelle mandorle è presente anche una piccola quantità di laetrile, considerata una sostanza antitumorale.  Il 55% per cento della mandorla è costituito da grassi, il 20% da zuccheri, e il restante 25% da proteine.

Alle mandorle, oltre alle proprietà altamente energetiche, vengono attribuite proprietà lassative; fin dai tempi più antichi il latte di mandorle era considerato un ottimo rimedio rinfrescante dell’intestino e della vescica. Le mandorle sono indicate in caso di denutrizione, oltre che  altamente nutritivo sono anche un alimento molto equilibrato, e il loro utilizzo viene consigliato in determinati momenti in cui l’organismo ha particolarmente bisogno di energia: gravidanze, convalescenze, attività sportiva, superlavoro fisico ed intellettuale.

Molto importante il ruolo della vitamina E che svolge un’azione determinante nell’attenuazione del rischio di attacchi cardiaci; insieme ai grassi insaturi contribuisce a ridurre la crescita della placca aterosclerotica nelle arterie.

Le mandorle possonoquindi essere considerate un alimento completo, meno grasse delle noci, ma in possesso di maggiori proprietà stimolanti e curative.

L’olio di mandorle dolci è ricco di proteine, sali minerali, vitamina A, e altre vitamine del gruppo B; è un ottimo emolliente, nutriente e lenitivo. Adatto ad ogni tipo di pelle, combatte l’invecchiamento della medesima ed è utilizzato soprattutto in caso di pelle secca; utile in caso di morbillo o varicella, dove, il suo effetto emolliente ne attenua il prurito.

L’olio di mandorle è anche utile in caso di smagliature nel periodo della gravidanza o come conseguenza di una dieta ferrea. Oltre a queste caratteristiche, forse non tutti sono a conoscenza del fatto che l’olio di mandorle può essere impiegato per ridare vigore e lucidità a capelli “spenti”; è consigliato un impacco con olio di mandorle, della durata di 20 minuti circa, prima del lavaggio dei capelli.

Causa l’alto potere energetico e nutritivo, meglio non consumare più di una dozzina di mandorle in un giorno; suggerito il ricorso al latte di mandorle per calmare la tosse e fornire un ottimo alimento ricostituente per anziani e bambini.

Per problemi di stitichezza ricorrere all’olio di mandorle, da assumere a digiuno, che oltretutto svolge una funzione equilibrante dell’intestino. Evitare rigorosamente dal consumo di mandorle amare in quantità eccessiva, in quanto estremamente tossiche.

Fonte: Mr.Loto – http://bit.ly/13wo9Sf

 

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Greenpeace e Volkswagen fanno pace: VW ridurra’ le emissioni di CO2 delle auto

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“Das Problem”, “Il Problema”: per Greenpeace questo ha rappresentato per anni il Gruppo Volkswagen, colpevole secondo l’associazione ambientalista di produrre auto inquinanti e di avere maggiore responsabilità rispetto ai concorrenti per il fatto di essere il costruttore con i volumi di produzione più alti al mondo.

Dopo anni di dura contrapposizione Volkswagen e Greenpeace depongono le armi firmando una dichiarazione congiunta in cui si annuncia reciproca collaborazione.

Martin Winterkorn, numero uno del gruppo tedesco, e il Direttore di Greenpeace Germania Brigitte Behrens si sono incontrati, rivela una nota stampa, lo scorso 21 marzo da Hannover per discutere sulla responsabilità ambientale di Volkswagen stabilendo al termine del vertice che “Volkswagen e l’organizzazione indipendente per la difesa dell’ambiente continueranno il dialogo costruttivo sui futuri obiettivi ambientali che il Gruppo adotterà e sulle modalità in cui verranno raggiunti”.

L’argomento che ha convinto Greenpeace a un atteggiamento più morbido nei confronti di Volkswagen è una dichiarazione resa da Winterkorn in occasione del Salone di Ginevra 2013, l’appuntamento più importante dell’anno per l’industria automobilistica, dove ha ufficialmente annunciato che l’intera produzione Volkswagen (del gruppo fanno parte anche i marchi Audi, Skoda, Seat, Lamborghini, Bugatti, Porsche e Ducati) entro il 2020 avrà un livello medio di emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km.

Per Brigitte Behrens “Questa è una decisione in favore della protezione del clima ed è un segnale forte per la società l’impegno a sviluppare soluzioni tecniche da diffondere su larga scala”.

Fonte: GreenMe – http://bit.ly/X4YGfZ

 

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Olio di palma: il fondo sovrano norvegese mette al bando i colossi del Sud-Est asiatico

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Il fondo sovrano norvegese, GPCFG (Norwegian Government Pension Fund Global), con un patrimonio di oltre 710 miliardi di dollari, ha ritirato gli investimenti da 23 società del Sud-Est asiatico che producono olio di palma con metodi insostenibili per l’ambiente. Tra queste i più grandi operatori del settore a livello globale, con una sola grave svista. La Fondazione norvegese per la foresta pluviale (Rainforest Foundation Norway) denuncia da tempo il massiccio disboscamento di queste foreste in Indonesia e Malesia, ad opera dei colossi del palm oil (1). I disastri ambientali che generalmente si associano allo sviluppo delle coltivazioni di palma da olio (Elaeis guineensis) sono essenzialmente due: – la distruzione delle foreste tropicali che possiedono condizioni ambientali favorevoli alla coltivazione di palma (nel Borneo e in Africa occidentale), mediante incendi di intere aree boschive che inoltre contribuiscono in misura significativa all’aumento dell’effetto serra – la perdita di alcune specie viventi tipiche esclusivamente di tali habitat, quali ad esempio la tigre di Sumatra. Il fondo pensioni norvegese, preso atto delle denunce della Fondazione, ha ridotto del 40% (da 764 a 450 milioni di dollari) gli investimenti sulle produzioni di olio di palma, orientando le risorse verso i soli operatori che seguano i criteri previsti e certificati dal Roundtable for a Sustainable Palm Oil www.rspo.org. Un passo importante, a conferma della crescente attenzione degli istituti finanziari e fondi d’investimento europei verso i temi ambientali. La grave svista, evidenziata da Hermann Ranum della Fondazione norvegese per la foresta pluviale, risiede invece nell’aumento degli investimenti del GPCFG sul gruppo malese Sime Darby, accusato dalle ONG internazionali non solo per gli incendi illegali di foreste ma anche per la partecipazione a episodi di rapina delle terre (land grabbing) e violazione dei diritti fondamentali delle popolazioni di alcuni Paesi in via di sviluppo. Palma e agricoltura più in generale, in una visione complessiva di sviluppo sostenibile, non possono trascurare gli elementi sociale e umano. Fonte: IlFattoAlimentare – http://bit.ly/XrTj6k
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Animali maltrattati sui Tir multe per 60mila euro

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Animali maltrattati e in pessime condizioni di salute, trasportati da autisti complici verso macelli consenzienti per finire sulle nostre tavole: lo ha scoperto la Polizia stradale, che continua la maxioperazione iniziata a dicembre con controlli su tutta la filiera del trasporto animali. A Modena, Bologna, Parma, Forlì, Roma e Viterbo continua infatti a operare la task force Polstrada con la Lav-Lega antivivisezione. Con l’impiego di 32 pattuglie sono stati 65 i veicoli adibiti al trasporto animali destinati alla macellazione che, controllati, sono risultati in palese violazione della normativa, con infrazioni contestate per un importo complessivo di 60mila euro. A Modena e Parma sono state intercettate mucche gravemente ferite, con serie lesioni al bacino e alle zampe tanto da non essere in grado di stare in piedi. Come prevede la legge sono state abbattute e non finiranno nel ciclo alimentare. In un caso il veterinario Asl presente al controllo ha deciso per l’abbattimento dell’animale d’urgenza sul veicolo. I conducenti dei mezzi controllati su Roma hanno ricevuto verbali per 25mila euro. Animali chiusi nei mezzi senza areazione, pavimenti lisci (praticamente piste di pattinaggio a 80 Km l’ora), sistemi di abbeveraggio per piccoli animali a disposizione di animali di grossa taglia. E ancora, agnelli accatastati con zampe incastrate tra le pareti dei camion. L’attività di contrasto delle irregolarità nel campo della sicurezza stradale, la tutela della libera concorrenza tra imprese da un lato e la tutela della salute e del benessere degli animali dall’altro, sono già state oggetto di un protocollo d’intesa tra i Ministeri dell’Interno e della Salute firmato il 19 settembre 2011. «Ancora una volta sono confermate illegalità diffuse e non tollerabili, segno di una filiera basata su illegalità e totale mancanza di rispetto per gli animali – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente Lav – dopo 6 anni dall’entrata in vigore della norma un livello così elevato di illegalità stabilisce chiaramente la necessità di rivedere queste norme e in particolar modo ridurre drasticamente i tempi di viaggio e le densità di carico. La Polizia stradale svolge un compito unico ed indispensabile nella promozione della legalità nei confronti degli animali – conclude Bennati – Ringraziamo anche i veterinari che partecipano a queste operazioni, e che dimostrano che c’è una veterinaria dalla parte degli animali che non tollera violenze su di essi». Fonte: LaGazzettadiModena – http://bit.ly/X9hrzK
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Animal Liberation day – Roma – 28 Aprile 2013

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Il 28 aprile 2013, si svolgerà a Roma una grande marcia organizzata da Animal Amnesty e Coordinamento Antispecista, per celebrare una data storica per il movimento in difesa dei diritti animali.

Nello stesso giorno del 2012, a Green Hill, ha avuto luogo la più importante liberazione animale della storia. Quei momenti e quelle immagini di cuccioli liberati e passati attraverso il filo spinato, sono diventati icone per tutto il movimento di liberazione animale e noi crediamo che quel giorno sarà ricordato per molto tempo. Per questo vogliamo che il 28 aprile diventi la “Giornata della Liberazione Animale”.

Quel giorno ha scosso le coscienze e aperto gli occhi in tutto il mondo. Nei giorni e nelle settimane immediatamente a seguire, ovunque, la gente ha organizzato dimostrazioni e marce per mostrare solidarietà alle 12 persone arrestate per quella liberazione.

Il 28 aprile 2013 ci aspettiamo una vera e propria invasione di gente a Roma, per chiedere al nostro governo di fermare tutte le crudeltà verso gli animali e per dimostrare a tutti che questo Movimento sta diventando sempre più grande e che la Liberazione Animale non è solo un sogno, ma sarà presto realtà.

Facciamo vedere al mondo che la libertà e la giustizia sono il nostro obiettivo comune e che lotteremo finché l’ultimo animale sarà liberato.

Animal Amnesty e Coordinamento Antispecista


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La provincia di Siena autorizza la caccia alla volpe, l’unico predatore sopravvissuto

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L’amministrazione provinciale di Siena ha pensato bene di autorizzare la caccia alle volpi nelle tane, a partire dal 1° aprile (e non sarà un pesce) in pieno periodo riproduttivo. Quando partono queste crociate contro la fauna in eccesso, di solito si paventano varie tragedie per l’opinione pubblica, dai rischi sanitari ai danni all’agricoltura fino addirittura all’incolumità dei cittadini. Questo per rendere dolce la pillola: la loro morte è il male minore no?  Nel caso delle volpi non si riesce a trovare nulla di tutto questo, se non l’ipotetica rabbia silvestre inesistente in Toscana. In questo caso si torna all’antico concetto di “nocivi”, quando per i cacciatori lo erano tutti gli animali (donnole, faine, volpi, falchi ecc.) che potevano, in qualche misura essere di disturbo per gli unici animali che interssano a loro: fagiani, lepri e quaglie. Naturalmente a nulla serve lo studio del grandissimo (Dio l’abbia in gloria) De la Fuente che, studiando il contenuto dello stomaco di centinaia di volpi, dimostrò che queste prede costituivano una percentuale del tutto trascurabile dei loro pasti.

Le volpi sono ormai l’unico predatore sopravvissuto sui territori massacrati da caccia, urbanizzazione, veleni e inquinamento. Si tratta di animali preziosi gli unici che possono ancora contribuire a tenere sotto controllo l’espansione delle loro prede. Se la Provincia non tornerà indietro ci toccherà vedere cani appositamente addestrati, infilarsi nelle tane di volpe dove troveranno le madri entente ad accudire i loro piccoli. A quel punto schizzerà il sangue del cane addestrato a uccidere e della volpe stanca per l’allattamento, ma pronta a farsi massacrare pur di difendere la prole. Se questa è caccia…

Fonte: Tiscali – http://bit.ly/14mi8Z4

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