Verde Cuore

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Mini sformati di quinoa e sedano con crema di mele e cipolle rosse

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE – 200 g di quinoa – 2 mele – 1 gambo di sedano – 1 cipolla rossa – 1 spicchio di aglio – 2 foglie di salvia – 1 rametto di rosmarino – ½ bicchiere di vino rosso – 4 cucchiai di olio di oliva extra vergine – sale – pepe PREPARAZIONE 1 Risciacquate più volte la quinoa e poi lessatela in acqua leggermente salata per 15 minuti. 2 Preparate la crema di mele mentre la quinoa cuoce. Fate soffriggere in 2 cucchiai d’olio la cipolla affettata finemente e gli aghi di rosmarino. Aggiungete le mele, non sbucciate e affettate, sfumate col vino, salate, pepate e terminate la cottura dopo circa 20 minuti. Quindi frullate o passate il tutto al passaverdura ricavando una salsa liscia. Alla fine controllate il sale. 3 Mondate il sedano e riducete le parti tenere delle coste in dadini di circa mezzo centimetro. 4 Scaldate 2 cucchiai d’olio con la salvia e con lo spicchio d’aglio schiacciato in una padella grande, quindi aggiungete i cubetti di sedano e lasciateli dorare per 2-3 minuti. Passato questo tempo, salate leggermente e aggiungete la quinoa ben scolata. Fate saltare, mescolando continuamente, per un paio di minuti, poi controllate il sale e pepate. 5 Trasferite il composto in stampini oliati, premendolo con una certa forza per compattarlo bene. Teneteli in caldo se non li servite subito. 6 Sformate nei piatti gli sformatini caldi e serviteli contornati con la crema e spolverati con una macinata di pepe. Fonte: cucina-naturale.it – http://bit.ly/ZQRSjA
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Giornata internazionale delle foreste: grande pessimismo, piccola speranza

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ROMA – Il 21 Marzo è stata proclamata la giornata internazionale delle foreste. E non è facile tracciare un bilancio perché se l’erosione del mantello verde tropicale induce al pessimismo, l’espansione dei parchi apre una speranza: da una parte si registra a livello globale una perdita di 300 milioni di ettari di foreste in 20 anni, dall’altra il verde riguadagna spazio nei paesi industrializzati. Partiamo dai dati globali. Il saldo tra verde che si perde e verde che si guadagna è ancora largamente negativo. Ma non è solo un problema di quantità: un chilometro quadrato di foresta pluviale non può essere paragonato a un chilometro quadrato di bosco in Europa. In Amazzonia un albero può contenere 1.500 specie di insetti e un ettaro più di 400 specie arboree. La foresta pluviale è la banca della biodiversità e ogni anno ne sacrifichiamo 13 milioni di ettari perdendo centinaia di migliaia di specie viventi (comprese quelle che potrebbero contenere i principi attivi per farmaci salva vita), dando un contributo di circa un sesto alle emissioni serra globali. C’è però un lato positivo da sottolineare in questa giornata delle foreste. E lo spunto viene dalla pubblicazione, da parte del ministero dell’Ambiente di un piccolo volume (Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilità ambientale) curato dalla direzione per la protezione della natura. All’interno dello studio e delle linee guida che lo accompagnano ci sono vari dati: quelli sulla natura protetta in Italia (10,5% di territorio, 23 parchi nazionali con 3 milioni di ettari e una superficie poco minore di riserve marine), quelli sul primato europeo di biodiversità (56 mila specie di animali, 124 varietà di ambienti). Ma soprattutto c’è un nuovo metodo che si affaccia sulla scena economica: la contabilizzazione dei dati sul patrimonio naturale ambientale. Per la prima volta nel nostro paese viene censita la ricchezza di piante, animali, ecosistemi e paesaggi contenuti nelle aree protette d’Italia. Una ricchezza che si traduce in una serie di benefici da inserire nei conteggi economici nazionali: dalla regimazione delle acque e prevenzione del dissesto idrogeologico alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. I parchi non sono solo bellezza e benessere: rappresentano anche un motore economico capace di dare una spinta potente sia in modo diretto (svolgono servizi ecologici gratuiti di prevenzione dei danni) che indiretto (contribuiscono in maniera determinante alle performance di settori come il turismo e l’agricoltura di qualità). “Contabilità ambientale non significa solo quanta acqua c’è, quanto suolo viene utilizzato per l’agricoltura eccetera, ma dare una misura ai benefici economici che i servizi naturali garantiscono alla collettività”, spiega il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. “Abbiamo iniziato un percorso. Ora si tratta di applicare ai parchi naturali le metodologie europee per l’uso efficiente delle risorse naturali inserendo i vantaggi ottenuti nel calcolo della ricchezza effettiva di un Paese: una delle azioni necessarie per andare oltre il Pil”. Fonte: LaRepubblica – http://bit.ly/14gs2va
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Ciambella primaverile con agrumi e albicocche secche

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Ingredienti: 80g di silken tofu 1 bustina di lievito per dolci 330g di farina 140g di olio evo 100g di zucchero di canna succo di 2 arance spremute 8 albicocche secche morbide un pizzico di sale la scorza grattugiata di un limone zucchero a velo un cucchiaio di acqua di fiori di arancio Procedimento: Col minipimer frullate le albicocche col tofu, poi aggiungete lo zucchero e lavorate bene. Incorporate l’olio e il succo, l’acqua di fiori d’arancio, poi la farina setacciata col lievito e il sale, infine la scorza del limone. Mescolate bene, versate in uno stampo (io ne ho usati 2 piccoli) e infornate a 180° per circa 35 minuti, verificando con un bastoncino di legno prima di sfornare. Fate raffreddare e dopo aver sformato spolverate con zucchero a velo. Buon appetito! Fonte: lacucinadellacapra – http://bit.ly/102mnTC
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Ginseng, proprietà e uso

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Ginseng: nome Panax ginseng – Araliaceae. Ginseng: proprietà Le virtù del ginseng sono attribuibili a diversi componenti presenti nelle sue radici. Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olio essenziale e polisaccaridi (panaxani), va segnalata la presenza di saponine triterpeniche, chiamate ginsenosidi e considerate i principi attivi principali della droga. La pianta ha proprietà toniche e adattagone, perché favorisce la capacità dell’organismo di adattarsi allo stress rafforzando il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliorando le capacità fisiche e mentali. Come tutti gli adattogeni vegetali, migliora la risposta del cervello e del surrene, incrementando quindi la resistenza dell’organismo di fronte ai più diversi agenti lesivi di carattere chimico, fisico, meccanico, farmacologico e biologico. Diversi studi hanno dimostrato che il ginseng influenza l’asse ipotalamo-ipofisi aumentando il rilascio di ACTH, un ormone che induce la liberazione surrenale di cortisolo o “ormone dello stress”. Il cortisolo, promuove la sintesi del glicogeno e quella delle proteine a livello muscolare e stimola la funzionalità del sistema immunitario, permettendo all’organismo di resistere meglio al freddo, al caldo, alle intossicazioni chimiche, alla fatica, ecc. Numerosi studi evidenziano inoltre le sue proprietà ipoglicemizzanti, utili per ridurre la concentrazione ematica di glucosio, in caso di diabete mellito. I ginsenosidi sembrano favorire la sintesi pancreatica di insulina ed aumentare la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi) sembrano invece diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti corporei. La sua proprietà stimolante agisce su tutti i sistemi grazie alla sua abilità di aumentare temporaneamente la funzione e l’attività in modo rapido con un conseguente miglioramento dei riflessi, accelerazione alla risposta nervosa, riduzione dell’affaticamento mentale e potenziamento la resistenza fisica, e della memoria, rendendolo indicato per chi studia o ha un’intensa attività sportiva. Considerato da sempre un afrodisiaco specialmente maschile, il ginseng stimola il desiderio e le funzioni sessuali. Questa sua virtù sembra essere legata alla capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene; la conseguente vasodilatazione permetterebbe di ottenere un’erezione più vigorosa. Tra le varie specie, la medicina Cinese associa le maggiori proprietà afrodisiache al ginseng rosso, la cui colorazione è dovuta, semplicemente, al trattamento della radice con vapore (120-130°C per circa 2-3 ore) e alla successiva essicazione. Ginseng: descrizione Pianta perenne, eretta e alta 30-80 cm. Fusto glabro con verticilli terminali di 3-5. Le foglie sono palmate, sottili, finemente dentate, gradualmente acuminate, lunghe 7-20 cm e larghe 2-5 cm. Rizoma fusiforme e carnoso, spesso palmato all’apice dando una forma umana. L’infiorescenza è semplice o ramificata, con 1-3 ombrelle da 15-30 fiori ciascuna. I fiori androgini hanno corolle verde-giallo. Il frutto è una drupa delle dimensioni di un pisello, globosa o reniforme, viola, lucida e liscia, con due semi. Ginseng: habitat Originario dell’emisfero settentrionale in Asia orientale (principalmente Corea, Cina del Nord e Siberia orientale) ed in Nord America, e si sviluppa tipicamente nei climi più freddi. La specie vietnamita del Panax è quello più comunemente utilizzato. Ginseng: cenni storici Il termine Panax viene dal greco, dalla composizione della parola pan “tutto” e akèia “cura” (termine dal quale viene anche la parola italiana panacea, cioè rimedio a tutti i mali); il termine ginseng viene dal cinese rènshēn, ossia “pianta dell’Uomo”, perché secondo la teoria delle Segnature, la forma della sua radice che ricorda una forma umana. Per questa ragione la pianta è allevata per produrre radici di che somigliano al corpo umano, e agli organi, cioè con ramificazioni che suggeriscono la forma degli arti, della testa, degli attributi sessuali dei due sessi, ecc.; gli artigiani agricoltori che riescono a riprodurre in maniera migliore tali forme riescono a spuntare alla vendita prezzi di tutto rispetto. A parte ciò, la medicina tradizionale cinese considera la pianta un elisir di giovinezza, che possiede tutte le virtù terapeutiche, preventive, curative ed energetiche immaginabili; e pare che questo accada da millenni, perché il ginseng compare nei più antichi trattati di medicina, all’inizio dell’era cristiana. Ginseng: ricetta L’assunzione del ginseng è controindicata in caso di ipertensione, tachicardia palpitazioni, insonnia, ansia tremori, mal di testa e convulsioni, in presenza di gravi malattie psichiatriche, in gravidanza e allattamento. Non assumere per più di 3 mesi e in associazione con farmaci neuro stimolanti. USO INTERNO Da prendere al mattino e non assumere dopo le 16 per evitare insonnia. 30-40 mg in estratto molle 2 compresse o capsule 30 gc di tintura madre Fonte: cure-naturali.it – http://bit.ly/13eaj80
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Bigne’ di San Giuseppe: la ricetta vegan con pasta madre per la Festa del papa’

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Ingredienti (per circa una ventina di bignè) Per l’impasto: 500 gr farina 0 500 gr patate lesse schiacciate ½ bicchiere di olio di semi di girasole spremuto a freddo 125 gr circa di pasta madre Scorza grattugiata di 1 limone bio 60 gr di zucchero grezzo di canna 1 bicchiere di latte vegetale, meglio se autoprodotto 1 pizzico di sale Per la crema pasticcera veg: 3 cucchiai di fecola di patate 60 gr di zucchero grezzo di canna 800 gr di latte di soia Scorza di 1 limone bio e vaniglia (facoltativo) Per la guarnizione: zucchero a velo quanto basta (basta tritare finemente lo zucchero di canna) Preparazione Proprio allo stesso modo delle zeppole, iniziamo preparando l’impasto. Versare la farina in una ciotola capiente, amalgamandola con lo zucchero di canna e la pasta madre rinfrescata. Impastare aggiungendo le patate, precedentemente lessate e schiacciate, l’olio di semi, la scorza grattugiata di un limone bio, il pizzico di sale e 1 bicchiere di latte vegetale. Aggiungere altra farina o latte se necessario. Il composto che si metterà a lievitare dovrà essere liscio, elastico e omogeneo. Far lievitare per 8-10 ore l’impasto nella ciotola, lontano da correnti d’aria e a temperatura costante, coprendo con un canovaccio e una coperta di lana. Una volta che sarà lievitato, infarinare la spianatoia, formare delle palline e metterle su quadratini di carta forno, disponendoli su una placca. Lasciare nuovamente lievitare per almeno altre 2-3 ore, coperti con un canovaccio e lontano da correnti. A questo punto preparare la crema pasticcera vegana. Mescolare in un pentolino antiaderente 2 cucchiai di fecola di patate e 50 gr di zucchero. Mettere sul fuoco a fiamma bassa, aggiungendo poco alla volta il latte di soia, sempre continuando a mescolare con un cucchiaio di legno. Aggiungere la scorza di mezzo limone e portare ad ebollizione, a fiamma bassa e continuando a mescolare. Quando la crema si addenserà, spegnere e far raffreddare. Scaldare abbondante olio per friggere. Una volta che le palline si saranno gonfiate, farle scivolare nell’olio ben caldo e dorare da entrambe i lati. Raccoglierle con una schiumarola e lasciare asciugare su carta assorbente. Una volta raffreddati, riempire di crema i nostri bignè vegan con una tasca da pasticcere autoprodotta. Infine, spolverizzare con lo zucchero a velo di canna tritato. Come si fa una tasca fatta in casa? Prendete un foglio di carta rigida riciclata (adatto a un uso alimentare), arrotolatelo a cono e riempitelo bene di crema aiutandovi con un cucchiaio. Con la punta del cono, bucate delicatamente il bignè e riempitelo di crema premendo il cartoccio. Fonte: GreenMe – http://bit.ly/XW5SdR
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Il ferro nella nostra alimentazione

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Il ferro è un minerale che si trova in ogni cellula del corpo. E ‘considerato un minerale essenziale perché è necessario per la produzione delle cellule del sangue. Il corpo umano ha bisogno di ferro per produrre emoglobina che trasporta l’ossigeno proteine e mioglobina. L’emoglobina si trova nei globuli rossi e la mioglobina si trova nei muscoli. Le migliori fonti di ferro vegetali sono: • Fagioli secchi • Frutta secca • Cereali arricchiti di ferro • Cereali integrali • Cioccolato fondente • Spinaci • Rucola • Radicchio verde ….Uva passa, prugne, albicocche, legumi, fagioli di Lima, soia, semi, mandorle, noci del Brasile, verdure come broccoli, cavoli, asparagi e tarassaco, grano, miglio, avena e riso integrale. Assorbire il ferro per il corpo non è facile ecco perchè, associandoli ad alimenti ricchi di vitamina C, agrumi vari, fruttosio,acido citrico e altro, ne facilitiamo l’assorbimento. Alcuni alimenti, invece, riducono l’assorbimento del ferro, per esempio, il tè nero contiene sostanze che si legano al ferro in modo che non può essere utilizzato dal corpo. Ma anche il caffè può creare problemi, infatti il tannino e le cumarine presenti in entrambi possono legarsi al ferro, rendendone difficile l’assorbimento. I fenoli contenuti in alcune bibite analcoliche e nel vino rosso possono avere lo stesso effetto. Il corpo umano immagazzina una parte di ferro per avere una piccola scorta nel caso in cui dovesse venirne a meno. Tuttavia, i livelli di ferro bassi, per un lungo periodo di tempo, possono portare dei problemi. I sintomi includono la mancanza di energia, mancanza di respiro, mal di testa, perdita di irritabilità, vertigini, o problemi di peso. La carenza di ferro è uno dei principali fattori di rischio per la disabilità e morte nel mondo, che colpisce circa due miliardi di persone. Carenza di ferro nutrizionale nasce quando esigenze fisiologiche non possono essere soddisfatte con l’assorbimento di ferro dalla dieta.
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Vellutata di finocchi con pomodori e bruschette al rosmarino

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE – 4 finocchi – 750 ml di brodo vegetale – 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata – 1 cucchiaino di prezzemolo tritato – 1 cucchiaino di rosmarino tritato – 75 g di pomodori secchi – 200 g di ricotta – 16 fette di pane casereccio – olio di oliva extra vergine – sale PREPARAZIONE 1 Tagliate a spicchi i finocchi lavati. Metteteli in 650 millilitri di brodo bollente e lessateli per 15-20 minuti. Tagliate a filetti i pomodori secchi, dopo averli sgocciolati 2 Aggiungete la ricotta ai finocchi cotti e frullate fino ad ottenere una crema semi densa da allungare, se necessario, con altro brodo. Aromatizzatela con la buccia di limone, regolate di sale e conservate al caldo 3 Tostate le fettine di pane nel forno a 175 °C per 7-8 minuti. Conditele con il rosmarino mescolato a tre cucchiai di olio extravergine 4 Versate la vellutata di finocchi nelle fondine mettendo ai lati le fette di pane condite, adagiate nel centro i filetti di pomodoro, decorate con il prezzemolo tritato e servite. Fonte: cucina naturale – http://bit.ly/15XxXmL
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