Verde Cuore

Informazione e sensibilizzazione dei temi del vivere secondo un'etica cruelty free, bio, ecosostenibile, sana e salutare.


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Il fosforo e la salute

See on Scoop.itCucina sana e naturale

Introduzione La quantità di fosforo totale presente nell’organismo corrisponde a circa l’1% del peso corporeo. La maggiore quantità di fosforo si trova nei denti e nelle ossa; quantità inferiori sono presenti anche nel cervello e nel tessuto muscolare. Il fosforo è importante per la salute dell’organismo, in quanto si occupa del buon funzionamento del sistema nervoso e muscolare, regola il peso corporeo, fa crescere sani i denti e le ossa. Inoltre il fosforo è un costituente di enzimi, proteine, acidi nucleici e nucleotidi, attiva alcune vitamine e regola i processi del glucosio. La quantità di fosforo presente nel corpo umano dovrebbe essere pari a quella del calcio, le due sostanze dovrebbero sempre essere ben equilibrate tra loro. Il fosforo negli alimenti Un’alimentazione bilanciata è importante per regolare il fabbisogno di fosforo quotidiano. Ecco perchè il fosforo e la dieta quotidiana vanno combinati per far crescere ossa e denti sani. Le percentuali più alte di fosforo si trovano nei semi dei cereali (11 mg/g nel germe di grano) e nei legumi da 3 a 6 mg/g. Altre fonti sono pesce, uova, carne, cereali (1 a 2 mg/g), latte (circa 0,9 mg/g) e verdure (0,4 – 0,7 mg/g). In questo caso, sulla tavola non dovrebbero mancare i cereali, come germe di grano, farina di riso, farro; legumi, quali soja e derivati, ceci, piselli, fagioli, lenticchie e fave; pesce, come merluzzo, orata, spigola; latte e formaggi; uova, carne e frutta secca, come anacardi, pistacchi, mandorle, pinoli e noci. Benché la frutta e la verdura non ne contengano quantità elevate, una certa percentuale di fosforo è contenuta negli asparagi, nell’aglio, nelle carote, nei pomodori e nei cetrioli. Lamponi, albicocche, uva passa, anguria, ribes, more e mirtilli tra la frutta. Alcuni minerali, come calcio in quote elevate oppure alluminio contenuto negli antiacidi, interferiscono negativamente con l’assorbimento intestinale del fosforo. Fonte: cure-naturali http://bit.ly/10hqB83
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Crocchette di miglio con verdure

Ingredienti per 12 crocchette
1 tazza di miglio
2 tazze d’acqua
1 spicchio d’aglio
1/2 cipolla
1 zucchina
1 carota
2 cucchiai di formaggio grana o lievito alimentare
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di semi di sesamo
Olio evo
Sale
Pepe

Procedimento
Per prima cosa versare miglio ed acqua in una casseruola, far cuocere lentamente fino a quando l’acqua é completamente consumata (verificare comunque che il miglio non sia troppo duro ed eventualmente aggiungere altra acqua).
Nel frattempo tostare i semi di sesamo in una padella antiaderente senza olio, e tenere in parte.
Tagliare a piccoli pezzetti le verdure oppure grattugiarle, quindi saltare con l’aggiunta di olio sale e pepe (nota: in questa ricetta abbiamo usato zucchine e carote ma ovviamente ci si può sbizzarrire nella scelta).
Una volta ammorbidite frullare le verdure insieme con i semi di sesamo e versarle in una ciotola.
Aggiungere il miglio, mescolare, quindi incorporare farina e formaggio o lievito alimentare ed aggiustare di sale e pepe.
Con il composto preparare delle palline che andranno appiattite per dargli la forma di dischetti e sistemarle sulla placca della teglia rivestita di carta forno.
Infornare in forno già caldo (250 *C) per circa 10 minuti per parte facendo attenzione che non si brucino.
Servire le crocchette calde o a temperatura ambiente, magari accompagnate con della senape e una fresca insalata.
Buon appetito!

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Earth Day 2013: cambiamo strategia?

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22 Aprile, 43esima Giornata Internazionale della Terra tanto è stato compiuto, ma molto resta ancora da fare. È il tempo, anche quest’anno, di celebrare il nostro Pianeta e forse mai come ora la Terra richiede l’attenzione di tutti. Si auto-affermano necessità che non possono ancora essere ignorate; dai più cinici specializzati in disfattismo ai pigri sostenitori di individualistiche teorie secondo cui tanto da solo non posso far nulla: tutti si è chiamati all’attivismo. Nell’antichità non sono certo mancati filosofi e pensatori che hanno percepito con forza la nostalgia di un rapporto meno presuntuoso, più libero e armonioso con la natura, cercando di recuperarne l’aspetto rasserenatore. Eppure quando la curiosità umana degenera intacca il mondo naturale fino al punto da produrre disastri. Fu proprio una catastrofe ambientale a far nascere l’Earth Day: quando nel 1969 la fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil inquinò le acque del Pacifico, in California, il senatore americano Nelson decise che era giunto il momento di coinvolgere a pieno titolo l’opinione pubblica e il mondo politico. La risposta collettiva non si fece attendere e, il 22 Aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani passarono alla storia con una straordinaria mobilitazione nelle strade per la tutela della Terra. Da quel momento, nel corso di ben 43 anni tanto è stato compiuto, ma molto resta ancora da fare. Se da una parte esistono teorie e buone pratiche che tentano di insegnare a ogni uomo rispetto e responsabilità nei confronti dell’ambiente, per esempio piantando almeno un albero nella propria vita (indipendentemente dal fatto di goderne poi i frutti), per restituire alla Terra parte di quello che ha ricevuto in dono; dall’altra c’è chi ha visto e continua a vedere nella Natura una riserva di beni da saccheggiare come fossero inesauribili, o, addirittura, un nemico da combattere e vincere. Cambiamento climatico, deforestazione ed effetto serra sono solo alcuni dei temi ampiamente discussi in ogni parte e in ogni lingua del mondo. Ma a volte tanto parlare echeggia come un rimbombo metallico: studi scientifici, monologhi e dialoghi istituzionali cadono nel vuoto se la società è soggiogata da un istinto aggressivo e distruttivo di qualsiasi cosa sia esterna ai paradigmi utilitaristici e omologanti di un sapere funzionale solo al profitto economico. Demolire un ecosistema che osa ostacolare la cementificazione o un modello politico-sociale che rifiuta logiche di disuguaglianze sociali è un modus operandi non più tollerabile: conduce solo a un sistema di credenze difettoso. A chi resta nella propria bolla di sapone o nel proprio ovattato mondo di azioni positive mancate per le più assurde e fumose ragioni, forse bisogna domandare: “Se continuare certi percorsi e inseguire sempre le stesse mete non ha portato la felicità sperata, è forse il caso di cambiare strategia?” Fonte: earthdayitalia – http://bit.ly/12BOXyH
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Primavera tempo di fragole

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Primavera, tempo di fragole. E’ il momento di inserirle nelle famose 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, che fanno tanto bene soprattutto se sono di stagione. E le fragole di proprietà benefiche ne hanno davvero tante grazie alle “antocianine” che contengono, una particolare classe di polifenoli dalle accertate azioni antinfiammatorie e antiossidanti. Il cattivo funzionamento di questi due meccanismi è alla base di malattie croniche come il diabete, l’obesità, i disturbi cardiovascolari e addirittura può incidere sull’insorgenza del cancro. Dunque, la fragile fragola può relativamente molto.

Pochissimo caloriche in proprio, questi frutti sono risultati, ai numerosi studi condotti sotto questo profilo, buoni agenti regolatori del livello lipidico, cioè dei grassi, nel sangue. Mangiarne, fa aumentare il colesterolo “buono” Hdl e fa abbassare quello “cattivo” Ldl, che è implicato nello sviluppo di malattie cardiovascolari.

Le ricerche hanno trovato dati precisi e sono state condotte somministrando una certa quantità di fragole per un certo periodo di tempo a soggetti già obesi o con particolare predisposizione a malattie cardiovascolari. I primi miglioramenti si possono notare già dopo 4 settimane di consumo di fragole (o di frutti rossi) alla media di 2 porzioni al giorno, ovvero 300 grammi.

Queste indagini riguardano prevalentemente le capacità antiossidanti del delizioso frutto primaverile mentre altre, meno numerose, sono state volte a misurarne le proprietà antinfiammatorie.

Va premesso che l’infiammazione si produce come un meccanismo di difesa del nostro organismo. Se invece si cronicizza, al di là di ogni esigenza difensiva,  diventa un problema. Le fragole possono aiutare a rimettere in funzione il meccanismo di autoregolazione.

Infine eccoci alla vitamina C di cui le fragole sono ricchissime. Basta infatti una porzione di appena 150 grammi per superare addirittura, con 80 mg, il fabbisogno giornaliero di vitamina C che è di 60 mg. E l’eccesso di “dessert” non fa certo male!

Anche qui sono molte le proprietà positive per il nostro organismo. E nel mondo vegetale troviamo tanti alimenti ricchi di vitamina C, ma il problema sta nella sua sensibilità alle alte temperature e alla sua facilità di disperdersi in acqua. Quindi lunghe cotture in acqua impoveriscono gli alimenti di questo importante nutriente. Per fortuna la fragola non ha di questi problemi, in quanto non c’è modo migliore di consumarla se non cruda. E il lavaggio sia efficace ma breve, senza lasciare i nostri frutti rossi a lungo in acqua.

Fonte: fondazioneveronesi – http://bit.ly/J5hdML

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Multa di 40mila euro alla Rigoni di Asiago: ingannevole la dicitura “senza zuccheri aggiunti”

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Lo scorso 20 marzo, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) ha sanzionato con una multa di 40mila euro l’azienda Rigoni di Asiago, leader nella commercializzazione di marmellate e confetture, per aver presentato ai consumatori la confettura Fiordifrutta e il dessert di frutta fresca Fruttòsa, con la dicitura “senza zuccheri aggiunti”. Questa espressione compariva sull’etichetta dei vasetti, nei testi promozionali del sito web aziendale, nello spot e nelle telepromozioni in onda sulle reti Mediaset. L’azienda vicentina ha violato il Regolamento Claim 1924/2006 CE secondo cui la frase “senza zuccheri aggiunti” «è ammessa solo se il prodotto non contiene mono o disaccaridi aggiunti o ogni altro prodotto alimentare utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento contiene naturalmente zuccheri deve figurare sull’etichetta l’indicazione “Contiene in natura zuccheri”». La confettura Fiordifrutta contiene frutta, succo di mela e pectina di agrumi, mentre Fruttòsa contiene frutta, purea di mele, pectina e farina di semi di carruba. Secondo l’Antitrust la presenza di ingredienti come il succo di mela e la purea di mela che hanno la chiara funzione di dolcificare il prodotto è incompatibile con le diciture “senza zuccheri aggiunti”, “a ridotto contenuto di zuccheri” e “a basso indice glicemico” utilizzate nelle etichette o nelle promozioni da parte di Rigoni. Il succo di mela concentrato utilizzato è un preparato composto da zuccheri al 69% per cui un vasetto di 100 grammi di Fiordifrutta alle pesche contiene 30,7 g di zuccheri derivanti da questo ingrediente, oltre ai 6,5 g di zucchero da pesche. Alla fine si arriva quindi a un totale di 37,2% di zuccheri aggiunti (quelli delle altre confetture oscillano dal 34,3% al 37%). Un discorso analogo si può fare per Fruttòsa dove lo zucchero della frutta si somma a quello della purea di mele. Secondo l’Antitrust il consumatore che ha prestato fede alla pubblicità e alle etichette dei prodotti Rigoni è stato indotto a credere di avere comprato alimenti a ridotto contenuto di zuccheri, meno calorici e quindi adatti a chi deve tenere sotto controllo il peso o il diabete. Così non è, ed ecco la condanna e la multa. A onor del vero, va detto che le diciture “incriminate” sono comparse per 3 anni, dal 2009 sino all’autunno del 2012. Dopo dal mese di ottobre 2012, l’azienda le ha sostituite con la frase indicazione “Contiene solo zuccheri della frutta”. Fonte: ilfattoalimentare – http://bit.ly/ZfdFQI
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Martedì la Provincia vota se abolire la caccia ai cuccioli di volpe

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Nel Consiglio Provinciale di domani, martedì 16 aprile, sarà discussa e votata una mozione di Lorenzo Rosso (Fratelli d’Italia) contro la prosecuzione della caccia ai cuccioli di volpe. Nella mozione Rosso premette che “la Provincia aveva programmato l’apertura alla caccia ed allo sterminio dei cuccioli di volpe direttamente nella tana, prevista dal primo aprile al 31 luglio di quest’anno e che a seguito di proteste di associazioni ambientaliste, cittadini comuni e dello stesso scrivente e proponente della mozione di cui si discorre, l’Assessore alla caccia Anna Betti ha deciso di far slittare di un mese tale pratica venatoria, facendola iniziare dal prossimo primo giorno di maggio”. L’atto prosegue sottolineando che “a fronte di tale “moratoria” di soli trenta giorni le proteste -anche a livello regionale e nazionale, oltrechè locale- non si sono placate ma vieppiù aumentate e che il nostro territorio, già duramente colpito dalla crisi generale e dalle vicende della Banca Monte dei Paschi che ne hanno minato fortemente l’immagine, viene ulteriormente colpito nell’immagine stessa da questa pratica, giustamente definita “barbara”, come risulta essere lo stanamento e lo sterminio e soppressione dei piccoli cuccioli di volpe nelle loro tane”. Prosegue la mozione di Rosso che “l’Assessore Betti, a fronte di tantissime critiche ed alle migliaia di email giunte alla posta elettronica della Provincia di Siena contro la caccia dei cuccioli di volpe in tana, si è limitata a dire che “Impropriamente si dice caccia, ma si chiama contenimento alla tana, parliamo di strumenti utili alla biodiversità”, facendo, con tali affermazioni, se possibile, acuire il tono della polemica e della contrarietà a tale pratica”. La mozione termina con la richiesta “che il Consiglio Provinciale di Siena impegni la Giunta ad annullare del tutto e per sempre la barbara attività della caccia dei cuccioli di volpe in tana nell’intero territorio della Provincia di Siena ed a pubblicizzare l’avvenuta cancellazione nei modi più estesi possibili, con comunicati e prese di posizione su giornali, televisioni, radio, social network, utilizzando anche le strutture di ufficio stampa preposte. Alla seduta, che è pubblica saranno presenti anche alcuni rappresentanti di associazioni ambientaliste del senese”. Fonte: sienafree – http://bit.ly/11i6kD4
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