Verde Cuore

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Alla scoperta dei cereali antichi: il Farro Monococco e Spelta

Il Farro, così come il frumento e l’orzo, iniziò a essere coltivato circa 10,000 anni fa in Medio ed Estremo Oriente, Europa, e Nord Africa. Nel corso del Medioevo, però, cominciò a essere sostituito dal frumento, dall’orzo e dagli altri cereali più facili da coltivare: all’inizio del XIX secolo il Farro cresceva solo in alcune regioni della Russia, dell’Italia, dell’Etiopia e dell’India.
Farro è il nome comune con cui vengono chiamati i “frumenti vestiti”, nei quali dopo la trebbiatura il seme risulta ancora ricoperto dalle glumelle; queste ultime devono essere eliminate con un successivo intervento detto “decorticatura” o “sbramatura”, prima di passare ad ulteriori lavorazioni. La porzione edibile del cereale è quella che cresce all’interno delle glumelle, che proteggono il chicco dagli agenti atmosferici e dalla contaminazione dei pesticidi.

Farro Monococco
Chiamato anche Farro Piccolo o Enkir, è una specie diploide, cioè a sole 2 ariste, anzichè 5 o più come i frumenti moderni. Il Farro Monococcum rappresenta un vero e proprio “multivitaminico”, in quanto contiene da 5 a 8 volte in più antiossidanti come i Carotenoidi ed un contenuto proteico maggiore e di qualità.
Si presenta di colore giallo intenso con un sapore di essenze aromatiche inconfondibili.
Si stima da alcuni test effettuati, ma ancora non riconosciuti, che il cereale più antico della terra possa essere assunto da chi ha patologie come la celiachia.
20000 anni di storia per il Farro Monococcum, un tempo coltivato in Turchia e in Iran.

Farro Spelta
Sebbene le origini di questo cereale restino avvolte nel mistero, le prime tracce della coltivazione del Farro spelta in europa e nel Medio Oriente risalgono a circa 5000 anni fa. Il Farro spelta è un cereale molto apprezzato da tedeschi, svizzeri e austriaci grazie al suo sapore naturalmente dolce, che ricorda la noce, e alla consistenza più leggera rispetto ad altri cereali integrali.
Cenni Storici
Il Farro Spelta aveva un tale importanza, nell’antichità, da essere citata nella Bibbia come uno dei sette cereali originali. I patrizi romani erano soliti distriburne ai poveri in quello che è considerato il primo sistema assistenziale della storia. Con le grande migrazioni in Europa, la sua coltivazione si diffuse rapidamente in nuove aree.
Descrizione
Il Farro Spelta (Triticum Spelta) è un ibrido di un’antenato del frumento e del farro, e combina il meglio di questi due cereali, superandoli addirittura per alcuni aspetti. A differenza del frumento, infatti, mantiene la crusca esterna che protegge il chicco da agenti inquinanti e la aiuta a conservare freschezza e potere nutritivo.

Preparazione:
Essendo povera di glutine, la farina di farro spelta non lievita sempre in modo uniforme: sarà pertanto necessario fare delle prove variando la quantità di liquido indicate nelle ricette, oppure mescolarla a farine ricche di glutine per ottenere un risultato migliore. Per cuocere i chicchi di farro spelta integrali, lasciarli in ammollo tutta la notte, quindi scolarli e farli bollire (una parte di farro spelta in tre parti d’acqua). Una volta raggiunta l’ebollizione, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa un’ora.

Contenuto Nutrizionale:
Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di fibree vitamine del gruppo B, e contiene dal 10% al 25% di proteine in più rispetto al frumento. La presenza di un ridotto contenuto di glutine rende questo cereale inadatto a soggetti celiaci.
Benefici per la salute
Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di riboflavina, una vitamina necessaria per il corretto metabolismo energetico del sistema nervoso che sembra, pertanto, in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania. L’elevato contenuto di fibre solubili presenti nel farro spelta ha inoltre il vantaggio di ridurre la colesterolemia.

Fonte: alimentazione consapevole –
http://bit.ly/1c3gP3P

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Semi di chia: tante proprieta’ tutte da scoprire

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I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa ed utilizzata in Centro e Sud America, ma ancora scarsamente conosciuta in Europa e in Italia. I semi di chia presentano proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all’interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

I semi di chia sono stati ammessi sul mercato UE e come ingrediente alimentare nel mese di ottobre 2009.
La chia o salvia hispanica cresce spontaneamente in Messico ed in Bolivia e la raccolta dei suoi semi è spesso riservata a realtà coinvolte nei circuiti del commercio equo e solidale. Le proprietà benefiche dei semi di chia erano già note alle civiltà precolombiane dell’America Centrale e Meridionale. Essi, insieme al mais, ai fagioli e all’amaranto erano alla base dell’alimentazione di popolazioni come quella azteca. L’introduzione in Europa della chia avvenne tramite i conquistadores, ma essa, nonostante potesse crescere facilmente sotto il sole spagnolo, fu presto dimenticata, a favore di altri alimenti scoperti nelle Americhe.

Proprietà e benefici
Il contenuto di calcio rende i semi di chia una delle fonti vegetali principali di tale minerale, insieme ai semi di sesamo. I semi di chia presentano un contenuto di calcio pari a 600 milligrammi per ogni porzione da 100 grammi. Esso è considerato di 5 volte superiore a quello del latte. Contengono acidi grassi essenziali omega3 per il 20% del loro peso, una caratteristica che li rende affini ai semi di lino e all’olio di lino, altre importantissime fonti vegetali degli stessi. 100 grammi di semi di chia presentano circa 20 grammi di omega3, una proprietà che li rende la fonte vegetale più ricca di questi acidi grassi essenziali.
Anche il loro apporto di vitamina C, ferro e potassio è sorprendente. Essi presentano un contenuto di vitamina C (5,4 milligrammi ogni 100 grammi) di 7 volte superiore rispetto a quello delle arance, un contenuto di potassio (809,15 milligrammi ogni 100 grammi) doppio rispetto alle banane e una presenza di ferro (9,9 milligrammi ogni 100 grammi) tripla rispetto agli spinaci. Non bisogna inoltre sottovalutare la presenza di altri minerali come il selenio, lo zinco ed il magnesio, oltre che il loro contenuto vitaminico che prevede vitamina A, E e B6 oltre alla già citata vitamina C ed a niacina, riboflavina e tiamina.
I semi di chia sono naturalmente ricchi di aminoacidi necessari per la formazione delle proteine da parte dell’organismo, tra cui possiamo trovare metionina, cisteina e lisina (è esclusa la taurina) e di antiossidanti, presenti all’interno di essi in quantità 4 volte superiore rispetto ai mirtilli.
I semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un’azione di controllo del livello degli zuccheri nel sangue, contribuendo ad arginare l’aumento di peso. Sono inoltre considerati benefici a livello dell’apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate. Il loro contenuto di aminoacidi, di vitamine e di sali minerali contribuisce a regalare all’organismo un ottimo livello di energia.
Coloro che soffrono di pressione alta potrebbero trovare giovamento aggiungendo i semi di chia alla loro alimentazione, poiché essi sono considerati in grado di contribuire alla regolazione della pressione sanguigna.
I semi di chia sono adatti a coloro che desiderano perdere peso, poiché sono in grado di fornire nutrienti essenziali ed energia senza che l’organismo richieda di assumere grandi quantità di alimenti in sovrappiù.
Le proprietà dei semi di chia non finiscono qui. La loro assunzione è utile in quei soggetti che necessitano di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo nel sangue, possibilmente giungendo ad un loro abbassamento. Questi semi non contengono assolutamente glutine e la loro assunzione è quindi possibile anche a coloro che soffrono di celiachia o di intolleranza ad esso.
Per quanto riguarda il loro contenuto calorico, i semi di chia apportano 70 calorie ogni 15 grammi di prodotto, quantità corrispondente a circa un cucchiaio di prodotto, che apporta nel contempo circa 3 grammi di proteine e 7 grammi di carboidrati, oltre agli acidi grassi ed ai sali minerali già elencati. I semi di chia non contengono colesterolo né zuccheri semplici.

Come utilizzarli e conservarli
I semi di chia sono molto piccoli, croccanti e dal sapore piuttosto neutro e per nulla sgradevole. Possono essere aggiunti al muesli della colazione o accompagnati a cereali e altri semi, come i semi di zucca o di girasole, per uno snack salutare e nutriente nel corso della giornata. A differenza dei semi di lino, i semi di chia non irrancidiscono e possono essere conservati anche per anni in dispensa all’interno di un contenitore ben chiuso.
I semi di chia possono essere assunti crudi nella dose di uno o due cucchiai al giorno come integratore alimentare naturale, oppure possono essere utilizzati come condimento per numerosi piatti tra cui insalate, pasta, risotti, orzo, miglio, quinoa, legumi ed altri cereali a piacere. Possono inoltre essere utilizzati come ingredienti da aggiungere a frullati di frutta e/o verdura oppure come elemento decorativo, ma nutriente, su crostini e tartine sui quali siano state spalmati paté di olive o salsine preparate con ortaggi freschi come pomodori, carote o peperoni.
E’ ottimo anche l’abbinamento con i sapori dolci; ad esempio i semi di chia possono essere aggiunti a macedonie o essere utilizzati come guarnizione per biscotti plum-cake e torte, preferibilmente a cottura ultimata. I semi di chia possono inoltre essere aggiunti alla frutta cotta – ideale l’abbinamento con mele o pere – oppure nell’ultimazione di zuppe, minestre e vellutate di verdura, ortaggi o funghi.
Esiste un utilizzo dei semi di chia ritenuto particolarmente benefico per la pulizia dell’intestino e per favorire il suo funzionamento. Lasciati in ammollo in acqua a temperatura ambiente, i semi di chia, in grado di assorbire acqua in quantità molto superiore al loro peso, sprigionano un gel benefico che può essere assunto come tale al mattino, preferibilmente a stomaco vuoto. Il gel di semi di chia, così come il gel di semi di lino, ottenuto secondo il medesimo procedimento, può essere utilizzato come sostituto delle uova nella preparazione di torte e biscotti. All’estero vengono inoltre utilizzati per la preparazione di infusi e di cioccolatini dolcificati con la stevia. Infine, possono essere impiegati tra gli ingredienti per la preparazione casalinga del pane integrale.

Dove trovarli
I semi di chia non sono ancora molto diffusi in Italia, ma con un po’ di fortuna potranno essere reperiti nelle erboristerie, nelle botteghe del commercio equo e solidale o nei negozi di prodotti biologici e naturali, presso i quali potrebbe esservi la possibilità di ordinarli. Altrimenti i semi di chia possono essere acquistati online. I semi di chia vengono distribuiti in Europa e venduti anche in Italia da parte di Chia Seed Europe.

Fonte: GreenMe – http://bit.ly/T7FPPT


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Lithothamnium Calcareum: l’alga rossa ricca di minerali

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Lithothamnium calcareum è un alga di colore rosso (rodoficee) costituita da un robusto tallo calcareo portante sottili ramificazioni (2-4 mm). La zona di raccolta é la Francia, più dettagliatamente nell’area a nord ovest della Bretagna. É estremamente ricca di Calcio, Magnesio, Silicio, in forma organica altamente biodisponibile. E’ efficace nella prevenzione dell’osteoporosi e dei problemi osteoarticolari degenerativi come l’artrite e l’artrosi. Aiuta a contrastare la decalcificazione ossea e può essere utile in caso di fratture. I sali minereali organici di cui l’alga è costituita favoriscono la sintesi del collagene e dell’elastina e stimolano le cellule osteopoietiche, indispensabili per la formazione delle ossa, dei denti e per mantenere l’elasticità del tessuto conettivo. E’ un alimento altamente alcalino che può ridurre l’acidità gastrica e può contrastare la fisiologica tendenza all’acidificazione dell’organismo. Principali elementi attivi contenuti in 100 grammi : TOTALE MINERALI 99 g TOTALE CARBOIDRATI-FIBRE 0 g TOTALE PROTEINE 1 g TOTALE LIPIDI 0 g CALCIO 32,6 g MAGNESIO 3,15 g SILICIO 2,5 g OLIGOELEMENTI Abbondanti Fonte: santenaturels – http://bit.ly/14sNvxv
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Gli alimenti con il più alto livello di vitamina C

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La vitamina C, o acido ascorbico, è necessaria per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per la produzione di collagene. Grazie a questo antiossidante possiamo proteggere la nostra pelle e aiutare a difendere il nostro corpo naturalmente, contrastando i danni provocati dai radicali liberi e dai germi che attaccano il nostro organismo.
Di seguito vedremo quali sono gli alimenti con il più alto contenuto di vitamina C. La fonte naturalmente più ricca di vitamina C è rappresentata dalla frutta della pianta australiana conosciuta come Terminalia ferdinandiana, che può contenere fino a 5300 mg di acido ascorbico per 100 grammi di prodotto. In media ne contiene 3000 mg.
Al secondo posto troviamo la frutta di camu-camu (Myrciaria dubia), un arbusto dell’Amazzonia coltivato proprio per via dei suoi frutti carichi di vitamina C, che ammonta pressappoco a 2800 mg/100gr.
Al terzo posto abbiamo un frutto che solo negli ultimi anni ha cominciato a diffondersi anche in Europa, l’acerola, la quale possiede all’incirca 1600 mg di acido ascorbico per 100 grammi di prodotto.
Sfortunatamente questi tipi di frutta non sono molto facili da reperire qui in Italia, quindi ora vedremo quali sono i vegetali più ricchi di vitamina C facili da trovare anche dalle nostre parti:

Rosa canina
Contenuto di Vitamina C: fino a 1300 milligrammi (mg) per 100 grammi (gr) di prodotto.
Peperoncino piccante, pepe di Caienna
Livelli di Vitamina C: 244 mg su 100 gr.
Peperoni rossi
Quantità di Vitamina C: 190 mg/100 gr.
Peperoni gialli
Apporto di Vitamina C: 170 mg/100 gr.
Peperoni verdi
Contenuto di Vitamina C: 130 mg/100gr. Prezzemolo Apporto di Vitamina C: 130mg/100 gr.
Ruchetta o rucola
Livello di Vitamina C: 110 mg/100 gr.
Broccoli
Livello di Vitamina C: 110 mg/100gr.
Kiwi
Quantità di Vitamina C: 90 mg/100 gr.
Ribes rosso
Livello di Vitamina C: 80 mg/100 gr.
Cavoletti di Bruxelles
Livello di Vitamina C: 80 mg/100 gr.
Bacche di Goji (essiccate)
Livello di Vitamina C: 80 mg/100 gr.
Cachi o kaki
Livello di Vitamina C: 70 mg/100 gr. Camemoro
Contenuto di Vitamina C: 60 mg/100 gr. Papaia
Apporto di Vitamina C: 60 mg/100 gr. Lattuga
Livello di Vitamina C: 60mg/100 gr. Fragole
Contenuto di Vitamina C: 55 mg/100 gr. Clementine
Livelli di Vitamina C: 55 mg/100 gr. Cavolfiore
Quantità di Vitamina C: 52 mg/100 gr.
Arance e limoni
Contenuto di Vitamina C: 50 mg/100gr. Mandarini e pompelmo
Livello di Vitamina C: 40 mg/100 gr. Piselli e fave
Quantità di Vitamina C: 30 mg/100 gr.
Mango
Apporto di Vitamina C: 30 mg/100 gr. Lime
Contenuto di Vitamina C: 30 mg/100 gr. Spinaci
Livello di Vitamina C: 30 mg/100 gr. Pomodori maturi
Livello di Vitamina C: 25 mg/100 gr. Ananas
Quantità di Vitamina C: 20 mg/100 gr.
Patate
Apporto di Vitamina C: 20 mg/100 gr. More
Livelli di Vitamina C: 20 mg/100 gr. Mirtilli
Contenuto di Vitamina C: 10 mg/100 gr.

Si ricorda che la dose giornaliera raccomandata di vitamina C per un uomo adulto ammonta a circa 90 mg, mentre per la donna è di 75 mg.

Fonte: Beautyℜlax – http://bit.ly/11MrbzQ
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