Verde Cuore

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Sperimentazione animale: stop dell’Ue sui cosmetici e scontro in Italia sull’art. 13 | Ambiente Bio

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L’Unione Europea chiede lo stop agli esperimenti sugli animali in tutto il mondo. Questa la proposta del Parlamento, dopo che a marzo del 2013 è stato uf

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Alla scoperta dei cereali antichi: il Farro Monococco e Spelta

Il Farro, così come il frumento e l’orzo, iniziò a essere coltivato circa 10,000 anni fa in Medio ed Estremo Oriente, Europa, e Nord Africa. Nel corso del Medioevo, però, cominciò a essere sostituito dal frumento, dall’orzo e dagli altri cereali più facili da coltivare: all’inizio del XIX secolo il Farro cresceva solo in alcune regioni della Russia, dell’Italia, dell’Etiopia e dell’India.
Farro è il nome comune con cui vengono chiamati i “frumenti vestiti”, nei quali dopo la trebbiatura il seme risulta ancora ricoperto dalle glumelle; queste ultime devono essere eliminate con un successivo intervento detto “decorticatura” o “sbramatura”, prima di passare ad ulteriori lavorazioni. La porzione edibile del cereale è quella che cresce all’interno delle glumelle, che proteggono il chicco dagli agenti atmosferici e dalla contaminazione dei pesticidi.

Farro Monococco
Chiamato anche Farro Piccolo o Enkir, è una specie diploide, cioè a sole 2 ariste, anzichè 5 o più come i frumenti moderni. Il Farro Monococcum rappresenta un vero e proprio “multivitaminico”, in quanto contiene da 5 a 8 volte in più antiossidanti come i Carotenoidi ed un contenuto proteico maggiore e di qualità.
Si presenta di colore giallo intenso con un sapore di essenze aromatiche inconfondibili.
Si stima da alcuni test effettuati, ma ancora non riconosciuti, che il cereale più antico della terra possa essere assunto da chi ha patologie come la celiachia.
20000 anni di storia per il Farro Monococcum, un tempo coltivato in Turchia e in Iran.

Farro Spelta
Sebbene le origini di questo cereale restino avvolte nel mistero, le prime tracce della coltivazione del Farro spelta in europa e nel Medio Oriente risalgono a circa 5000 anni fa. Il Farro spelta è un cereale molto apprezzato da tedeschi, svizzeri e austriaci grazie al suo sapore naturalmente dolce, che ricorda la noce, e alla consistenza più leggera rispetto ad altri cereali integrali.
Cenni Storici
Il Farro Spelta aveva un tale importanza, nell’antichità, da essere citata nella Bibbia come uno dei sette cereali originali. I patrizi romani erano soliti distriburne ai poveri in quello che è considerato il primo sistema assistenziale della storia. Con le grande migrazioni in Europa, la sua coltivazione si diffuse rapidamente in nuove aree.
Descrizione
Il Farro Spelta (Triticum Spelta) è un ibrido di un’antenato del frumento e del farro, e combina il meglio di questi due cereali, superandoli addirittura per alcuni aspetti. A differenza del frumento, infatti, mantiene la crusca esterna che protegge il chicco da agenti inquinanti e la aiuta a conservare freschezza e potere nutritivo.

Preparazione:
Essendo povera di glutine, la farina di farro spelta non lievita sempre in modo uniforme: sarà pertanto necessario fare delle prove variando la quantità di liquido indicate nelle ricette, oppure mescolarla a farine ricche di glutine per ottenere un risultato migliore. Per cuocere i chicchi di farro spelta integrali, lasciarli in ammollo tutta la notte, quindi scolarli e farli bollire (una parte di farro spelta in tre parti d’acqua). Una volta raggiunta l’ebollizione, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa un’ora.

Contenuto Nutrizionale:
Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di fibree vitamine del gruppo B, e contiene dal 10% al 25% di proteine in più rispetto al frumento. La presenza di un ridotto contenuto di glutine rende questo cereale inadatto a soggetti celiaci.
Benefici per la salute
Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di riboflavina, una vitamina necessaria per il corretto metabolismo energetico del sistema nervoso che sembra, pertanto, in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania. L’elevato contenuto di fibre solubili presenti nel farro spelta ha inoltre il vantaggio di ridurre la colesterolemia.

Fonte: alimentazione consapevole –
http://bit.ly/1c3gP3P

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Formaggio Colby vegan

Deve il nome alla cittadina di Colby, stato del Wisconsin, dove è stato creato nella seconda metà del XIX secolo. Ricetta realizzata seguendo le indicazioni del libro “The ultimate Uncheese cookbook” di Jo Stepaniak.

Ingredienti:
1 .1/2 tazza acqua
5 cucchiai fiocchi di agar agar (oppure 1.1/2 cucchiaio di agar agar in polvere)
1/2 tazza di anacardi crudi sminuzzati (oppure noci del Brasile senza pelle)
1/4 tazza lievito alimentare
3 cucchiai succo di limone
2 cucchiai cipolla in polvere
1/4 cucchiaio sale
1/4 cucchiaio aglio in polvere
1/4 cucchiaio senape in polvere
2 cucchiai paprika (oppure 2 cucchiai di concentrato di pomodoro oppure 1/2 tazza di carote cotte sminuzzate)

Procedimento:
Ungere leggermente un recipiente di plastica della capienza di 3 tazze e metterlo da parte.
Sciogliere l’agar agar nell’acqua e far bollire qualche minuto.
Trasferire il liquido nel robot e aggiungervi tutti gli altri ingredienti.
Frullare alcuni minuti fino a rendere cremoso l’impasto.
Riempire il recipiente di plastica, messo precedentemente da parte, con la crema.
Quando il composto sì è raffreddato, coprirlo e metterlo in frigo per alcune ore.
Tenere sempre coperto dopo ogni utilizzo. Si conserva, in frigo, per 5-7 giorni.

E’ ottimo per farcire tramezzini o per preparare snack. La consistenza è compatta ma morbida.

Fonte: pensierinomadi – http://bit.ly/1aQKGbi

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Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Ottobre

See on Scoop.itCucina sana e naturale

Funghi: profumo di funghi nell’aria, pronti per la raccolta? Attenzione però a quelli velenosi! Ottimi in tutte le salse, soprattutto se soffritti nell’olio con uno spicco d’aglio, in questa stagione possiamo trovare diverse qualità di funghi dai chiodini ai piopparelli. Ricchi di potassio, vitamina B e fibre questi meravigliosi frutti del bosco, sono adatti a chi ha bisogno di depurarsi e soprattutto a chi vuole mantenere la linea, perché poveri di calorie.
Zucca: grande e polposa arriva finalmente la dolcissima zucca. Protagonista della terrificante notte di Hallowen, di questo splendido ortaggio che la natura ci offre non si butta proprio via niente, infatti è possibile mangiare anche i semi una volta salati e lasciati essiccare, oltretutto grosse fonti di Omega3 indispensabile per combattere il cattivo umore. Ingrediente principali nella cucina di tante regioni italiane, la zucca è così versatile da poter essere consumata in qualunque momento del pasto, da un risotto ai dolcetti,i è possibile infatti preparare, con questa, delle ottime ricette tradizionali ma anche alternative come ad esempio un saporitissimo spezzatino di soia con zucca.
Ricca di vitamina A e C, contiene anche sali minerali quali calcio e sodio, ha proprietà diuretiche, rinfrescanti e proprio per questo è un alimento essenziale per chi ha bisogno di una sana dieta disintossicante.
Radicchio: buono buonissimo, con il suo bel colore rosso, rallegra anche il più semplice piatto di pasta. Ottimo contro il diabete, il radicchio è depurativo e aiuta la digestione. Ma non solo, è una buona fonte di sali minerali e vitamine. Come contorno, cotto alla griglia o per farcire delle calde crepes salate al forno, questo tipico ortaggio a foglia ci aiuta anche nelle infinite notti insonne in quanto ha proprietà sedative, ed infatti proprio per questa sua qualità sembra essere stato usato talmente spesso nell’antichità che addirittura Plinio il Vecchio ne parlava nella suaNaturalis Historia , lodandone le proprietà medicinali.
E ancora nel vostro cesto delle verdure per questo mese potreste mettere:
rabarbaro, patate novelle, barbabietole, tarasacco, carote, sedano, piselli, lattuga, zucchine, melanzane, fagiolini, ravanelli, peperoni, fagioli.
Melograno: affascinante il melograno con la sua buccia dura e con al suo interno questi semi così rossi succosi e dolci al palato ma allo stesso tempo dal sapore leggermente acidulo, dal quale succo si può preparare però una buonissima bevanda dissetante. Anche se può sembrare un peccato mangiarlo, per la sua eleganza infatti è spesso usato come ornamento in cucine o salotti, il melograno è anche molto generoso in quanto ricco di potassio di fosforo e vitamine A e C. Purtroppo poco usata nella cultura culinaria italiana se non come ingrediente per preparare dolci o marmellata, il melograno è invece molto utilizzato nelle cucine orientali.
Cachi o Kaki: Elio cantava“Italia si’ Italia no..la terra dei cachi “, ma in realtà non è proprio così in quanto le maggiori coltivazioni (quasi il 90%) di cachi, si trovano per lo più in Giappone e in Cina, anche se ovviamente è facile trovare nelle colline nostrane delle belle piante gonfie di questi dolcissimi frutti. Dalla polpa zuccherina, morbida e cremosa questo tipico frutto autunnale è un ottimo dessert, ed infatti proprio per il suo elevato contenuto di zuccheri è considerato molto calorico. Ottima fonte di vitamine A e C, una varietà dal gusto particolare è il cachi alla vaniglia anche detto cachi mela proprio per la consistenza soda e croccante della polpa.
Per tutto il mese di Ottobre possiamo ancora trovare:
pere, mele (fuji, Braeburn, Golden Delicious, Stayman, imperatore), uva, lamponi, kiwi, prugne, fichi.
Fonte: GreenMe – http://bit.ly/nYcTJ7

See on www.greenme.it


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Biscotti cacao e nocciole ed autoproduzione del latte di nocciole

Ingredienti per un litro di latte:
– 100g di nocciole
– 1l di acqua
– dolcificante a piacere

Procedimento: lasciate le nocciole (non tostate) in ammollo per una notte, poi sciacquatele e mettetele in un recipiente dai bordi alti con l’acqua. Col minipimer frullatele molto bene, infine con un colino a maglia stretta filtrate il latte separandolo dall’okara. Dolcificate a piacere (io ho usato un po’ di sciroppo di agave) e conservate in frigorifero per un paio di giorni.

Ingredienti per i biscotti:
– okara residuato dall’ autoproduzione di un litro di latte – 200g di farina integrale
– 120g di zucchero di canna integrale
– 75g di cacao amaro in polvere – 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
– 2 cucchiai di amido
– un pizzico di sale
– 100g di olio di semi
– 10 cucchiai circa di latte di nocciola o altro latte
– 50g di scaglie di cioccolato fondente

Procedimento: Per prima cosa stendete l’okara di nocciole su una placca da forno rivestita di carta, infornate a 150° finchè l’okara è asciutta e tostata (ve ne accorgete dall’odore e da una lieve doratura). Mescolate tutti gli ingredienti secchi, okara compresa, agigungete poi olio e latte. Mescolate e impastate bene, infine agigungete le scaglie di cioccolato, impastate nuovamente. Stendete l’impasto su un tagilere infarinato, ritagliate i biscotti e infornateli in forno preriscaldato a 180° per 18 minuti. Fate raffreddare e conservate in una scatola ermetica. Buon appetito!

Fonte: lacucinadellacapra – http://bit.ly/1c4eIOd

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Ricetta vegetariana: fiori di zucca ripieni con ricotta e zucchine

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Ingredienti:
– 15 fiori di zucca
– 200 gr ricotta di soia/latte
– 2 zucchine
– 1 cipollotto
– 1 cucchiaio lievito alimentare in scaglie/parmigiano
– 1 uovo
– olio evo qb
– sale e pepe qb
– pan grattato qb

Procedimento:
Innanzitutto togliere il pistillo ai fiori di zucca, lavarli e asciugarli con cura (sono molto delicati quindi meglio tamponarli con un po’ di carta assorbente).
Tagliare sottilmente la cipolla e le zucchine a rondelline quindi soffriggete con poco olio eventualmente aggiungete un goccio d’acqua lercompletare bene la cottura. Aggiustate di sale e pepe e lasciate raffreddare.
Frullate il composto insieme alla ricotta, l’uovo e il lievito in scaglie o parmigiano, se non risulta abbastanza denso aggiungete un po’ di pan grattato.
A questo punto con l’aiuto di un cucchiaino prelevate un po’ di composto e con delicatezza riempite i fiori di zucca.
Disponeteli su una taglia leggermente oliata, versateci un poco di olio a filo ed infornate a 180 gradi per circa 20 min. Buon appetito!